Formula 1

F1, Vettel duro: «Alonso, pensavo fossi meglio di così»

Il ferrarista accusa lo spagnolo di averlo rallentato deliberatamente nel doppiaggio. Secca la risposta di Fernando: «Si lamenta sempre, sono problemi suoi»

Non si stanno simpatici, non si sono mai piaciuti e non vogliono fare nulla per nasconderlo. Chi pensava che con Alonso confinato nelle retrovie a causa delle cattive performance della McLaren la rivalità tra lui e Sebastian Vettel si smorzasse dopo gli anni di fuoco vissuti tra il 2010 e il 2013, con tanti duelli che sono valsi il titolo mondiale, si sbagliava di grosso. Il Gran Premio di ieri ha dimostrato che nell’animo di entrambi la rivalità e in un certo senso anche l’antipatia reciproca è molto forte. L’episodio incriminato arriva verso fine gara, con Vettel a caccia di Ricciardo per conquistare un podio insperato dopo il disastroso sabato e Alonso doppiato e nettamente battuto dal compagno di team Vandoorne, più veloce di lui per tutto il weekend. Fernando lascia sfilare correttamente Ricciardo ma poi chiude la porta in faccia alla ‘rossa’ di Vettel, bloccandolo dietro la sua McLaren per ben 3 curve. Una mossa scorretta che suscita tutta la rabbia di Sebastian, che prima manda a quel paese Alonso, poi si scatena via radio: «Dai, Alonso, pensavo fossi meglio di così!». Il tedesco ha poi rincarato la dose nel dopo gara: «Fernando dice di essere un fan della Ferrari, ma non si è comportato certo così oggi». Dal canto suo anche il numero 14 della McLaren è stato lapidario nelle dichiarazioni: «Lui non è mai contento, certamente è un problema suo, non mio».

Questo ennesimo episodio è l’ultimo di una lunga serie di frecciate che i due si sono scambianti in carriera: celebre quando nel 2012 Alonso, che allora era in Ferrari e si stava giocando il titolo con Vettel e la sua Red Bull disse che il suo rivale per il titolo era Adrian Newey, il progettista dalla vettura austriaca, e non il tedesco. L’impressione è che il loro rapporto sia molto più complicato rispetto a quello che entrambi hanno con Lewis Hamilton, l’altro fenomeno di questa generazione di piloti. Vedremo se da qui a fine stagione ci saranno ulteriori scambi di battute tra lo spagnolo ed il tedesco, che anche se non sono più testa a testa in campionato continuano ad alimentare ferocemente il fuoco della loro rivalità.

Matteo Senatore

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