Red Bull sotto attacco: la Scuderia finisce nel mirino delle critiche - www.motorinews24.com
In casa Red Bull continua a tenere banco la questione legata alla gestione piloti, con Max Verstappen che riesce comunque a trascinare una Scuderia apparsa fin troppo in difficoltà negli ultimi mesi.
Questo primissimo scorcio di Formula Uno certamente non è stato avaro di spunti. La sensazione è che da qui in avanti, considerando anche che il finale di stagione è previsto per dicembre, motivo per cui c’è ragione di credere che può ancora succedere di tutto, ogni colpo di scena può rivelarsi decisivo, malgrado l’attuale rischi di essere una stagione interlocutoria, in attesa di saperne di più sull’introduzione del nuovo regolamento tecnico che dovrebbe esordire nel 2026.
McLaren, senza dubbio, si sta ritagliando un ruolo importante, dominando sia il Gran Premio inaugurale dell’Australia che il secondo appuntamento in Cina. Lando Norris e Oscar Piastri hanno mandato dei segnali importanti, confermando di avere un vantaggio che, probabilmente, è andato anche ben oltre le aspettative. Occhi puntati anche sulla situazione in casa Red Bull, dove si è già arrivati al primo ribaltone, con il passaggio di consegne da Liam Lawson a Yuki Tsunoda, con quest’ultimo che sarà il nuovo compagno di box di Max Verstappen fino al termine della stagione attualmente in corso.
Il rendimento tutt’altro che indimenticabile di Liam Lawson in questi primi due Gran Premi, che gli hanno costato il benservito da Red Bull, fa vedere con occhi diversi la crisi di risultati di Sergio Perez, che ha vissuto dei momenti da incubo sul suo finale dell’esperienza nella Scuderia di Milton Keynes.
A parlarne è stato proprio il padre dell’ex Red Bull, Antonio Perez Garibay, che ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del podcast Formula de 2. Queste le parole del messicano:
“Posso dirvi che la macchina numero 1 non è uguale a quella numero 11 (quella di Sergio Perez, ndr). Se avessimo preso il pilota della macchina 1e lo mettiamo nella 11, la macchina 11 comunque non avrebbe superato il Q1. Se invece avessimo messo il pilota della macchina 11 sulla numero 1, allora sarebbe andato molto meglio. È colpa della macchina, il mezzo non è lo stesso”.
Lo stesso Perez senior si è poi augurato che Yuki Tsunoda possa avere le condizioni giuste per potersi esprimere al meglio, sottolineando che “dovrà avere per forza una macchina simile a quella di Verstappen”.
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