STOCK 1000 2017 RECAP
Ripercorriamo quello che è successo nella stagione 2017, forse una delle ultime, della Stock 1000. Dal duello Rinaldi–Razgatlioglu agli exploit BMW con Faccani–Reiterberger–Sandi, alla sfortuna che a Jerez ha bersagliato Marino. Insomma, fatti e misfatti di una stagione tirata, incredibile ed incerta nonostante fasi di puro equlibrio.
Il Motorland Aragon accoglie i 35 piloti della Stock 1000. Pronti, via ed è subito Ducati a dettare legge con Rinaldi che fa l’accoppiata pole-vittoria portandosi anche in testa al campionato. Le Yamaha di Marino e Tamburini gli fanno compagnia sul podio mentre Razgatlioglu è quarto.
Dopo Aragon, i ragazzi della Stock si spostano sul mitico tracciato di Assen. In Olanda è festa turca con Razgatlioglu che vince la gara dopo il successo del suo maestro Sofuoglu in Supersport. La gara verrà però ricordata per il terribile incidente occorso al tedesco Marvin Fritz che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Il tedesco poi si riprenderà e tornerà in pista un paio di mesi dopo essersela vista brutta.
L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola è notoriamente il giardino di casa di Ducati. Davies fa doppietta in Superbike e Rinaldi completa la festa con la vittoria in Stock 1000. Tamburini è secondo mentre Toprak prende il terzo gradino del podio.
A Donington succede l’impensabile: Rinaldi scivola all’ultima curva e deve dire addio ai suoi sogni di gloria. Toprak si prende la seconda vittoria stagionale agguantando Rinaldi come numero di vittorie ma non in classifica generale dove comanda ancora il ducatista.
Serve qualcuno che spezzi l’equilibrio Ducati-Kawasaki in questa stagione. Trovato, anzi trovati! Marco Faccani e Federico Sandi con le loro BMW sono i protagonisti indiscussi del round di Misano. Pur non finendo la gara, rimarrà la grande prestazione di Sandi ma rimarrà anche il suo famoso sfogo dopo la caduta sulla macchia d’olio non segnalata a dovere. Vince la gara Faccani con un sorpasso incredibile su Rinaldi che allunga in classifica approfittando della P6 finale di Razgatlioglu.
Il primo turning point della stagione. Protagonisti ancora una volta Rinaldi e Razgatlioglu ma anche Mike Jones e Federico Sandi, sì ancora lui. Razgatlioglu se messo sotto pressione sbaglia, e così è successo. Nella foga di dover passare a tutti i costi Rinaldi, si è sdraiato gettando alle ortiche un buon piazzamento. Sul traguardo è 1-2 Ducati con Rinaldi e Jones.
Il round portoghese non sorride per nulla alla Ducati, o per lo meno a Rinaldi che chiude solamente in P9 mentre il suo compagno Jones è appena dietro al podio. Podio composto da moto a 4 cilindri, ben più tarate per la pista portoghese. Vince Razgatlioglu davanti a Marino e Scheib.
Vuoi che non vinca un rider francese nella sua gara di casa? Presto detto! Ti aspetti un Florian Marino sul primo gradino del podio ma a sorpresa vince una Kawasaki, quella del team Pedercini guidata da Jeremy Guarnoni. Marino diventa secondo in campionato grazie all’assenza di Razgatlioglu, volato in Turchia per curarsi da una lussazione alla spalla procurata in una caduta durante le prove libere. Rinaldi è solo decimo ma guadagna punti su Toprak.
Jerez, epilogo finale di un campionato estenuante ed imprevedibile che deve ancora scrivere il suo ultimo capitolo. Ultimo round che si presta benissimo alle sorprese: l’anno scorso l’esordio di Scheib, quest’anno quello di Reiterberger. Reiti va in pole al sabato e poi domina la gara dopo aver lasciato sfogare Federico Sandi. L’attenzione però è tutta sui tre che lottano per il titolo: Rinaldi, Marino e Razgatlioglu. Marino viene steso in curva 2 trovandosi in un poco agevole sandwich tra Medina Mayo e Florian Alt. Con Marino out, rimangono in due: Rinaldi ed il rientrante Toprak. Il giovane turco sale sul podio in terza posizione ma non basta perchè il sesto posto consente a Rinaldi di vincere il campionato con 7 punti di vantaggio su Toprak.
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